L’orto ha fame: le piante estraggono nutrienti dal terreno e senza reintegro la fertilità cala anno dopo anno. Puoi usare concimi sintetici, che funzionano velocemente ma impoveriscono il terreno nel tempo, oppure puoi costruire un sistema di nutrizione naturale che arricchisce la terra mentre nutre le piante. Il secondo percorso richiede un po’ di organizzazione, ma i risultati sono sostenibili. Il fondamento di qualsiasi approccio naturale è il compost maturo. Se non lo fai tu, compralo. Il compost è terreno vivo arricchito di materia organica parzialmente decomposta: fornisce nutrienti, migliora la struttura del terreno e incoraggia i microrganismi utili. Applica un paio di centimetri di compost sulla superficie dell’orto ogni primavera e lascia che il tempo (e l’acqua di irrigazione) lo incorpori. Alternativamente, durante la preparazione del terreno a inizio stagione, miscela il compost direttamente nei primi venti centimetri di terra. Se fai compost in casa, tanto meglio. Raccogli gli scarti di cucina (bucce di verdure, avanzi di frutta, fondi di caffè), foglie secche e ritagli di erba, stratificali in un cumulo e lascia che si decompongano. In sei mesi a un anno, diventa un materiale scuro, friabile e profumato di terra: quello è il tuo compost. Se lo fai bene (strati alternati di verde e marrone, umidità costante, occasionalmente rivoltato) non genera cattivi odori. Se genera puzza, la proporzione di azoto è troppo alta: aggiungi foglie secche, paglia, carta. L’infuso di ortica è un concime naturale straordinario. Raccogliti un sacchetto di ortiche fresche (meglio prima della fioritura), immergile in acqua in un secchio coperto per due, tre settimane. Diventerà scuro, puzzerà, ma è normale. Filtralo, diluisci uno a dieci con acqua (una parte di infuso, dieci di acqua), e spruzzalo sulle piante o versalo alla base. È ricco di azoto e innesca una crescita rapida. Ripeti ogni due settimane durante la stagione di crescita principale (primavera e inizio estate). È gratuito se hai ortiche in giro, che di solito è il caso. L’infuso di compost è simile: riempi un secchio di compost maturo, versa acqua, copri, lascia per una settimana. Filtra e usa diluito. È meno concentrato dell’infuso di ortica ma più equilibrato, fornendo una gamma di nutrienti anziché solo azoto. I residui di cucina hanno un valore. I fondi di caffè sono ricchi di azoto e fosforo: spargili direttamente al terreno intorno alle piante. Non creano cattivi odori se incorporati leggermente. I gusci d’uovo schiacciati forniscono calcio e altri minerali: raccoglili, asciugali, e incorporate nel terreno o nel compost. L’acqua di cottura di verdure (non salata) contiene nutrienti: versala alla base delle piante. Anche le ceneri di legno da falò controllato sono utili — non da barbecue (troppo sale e carbone), ma da stufa o camino. Una manciata ogni tanto fornisce potassio. Evita ceneri da riifiuti bruciati. Il letame maturo è un classico. Se hai accesso a fattorie, acquista letame di cavallo, mucca o pollo ben compostato (non fresco, che brucia le radici). Incorporate nel terreno a inizio stagione, o usalo come pacciamatura che poi marcisce lentamente. È un concime lento e graduale che nutre per mesi. Il letame di pollo è il più concentrato, quindi usalo in quantità minore. La polvere di alghe marine e il composto a base di alghe forniscono micronutrienti importanti — iodio, boro, manganese — spesso carenti in terreni continentali. È disponibile in forma di polvere (incorporata nel terreno) o liquida (spruzzata come folliare). È un complemento utile ai concimi più grossi, non un sostituto. L’erba falciata fresca incorporata nel terreno (o come strato di pacciamatura che marcisce) fornisce azoto mentre si decompone. Se il tuo giardino è piccolo e non fai molti rifiuti verdi propri, è uno spreco di risorsa acquistarla. Ma se falci il tuo prato (e non usi erbicidi su di esso), usala qui. La rotazione delle colture è una forma di “concimazione naturale” — non aggiungi nulla, ma distribui le piante in modo che quelle pesanti di azoto (pomodori, cavoli) seguono leguminose (fagioli, piselli) che fissano azoto dal’aria nel terreno. Nell’arco di tre, quattro anni, il terreno si autoregola in termini di nutrienti. Se il terreno è molto povero al partenza, un mix è necessario: compost fatto in casa o comprato, concime organico (letame maturo), infusione di ortica per un boost veloce, e una prospettiva a medio termine che la fertilità migliora ogni anno mentre aggiungi materia organica. Non aspettare risultati miracolosi dal primo anno. La fertilità costruita naturalmente è duratura. Un test del terreno una volta ogni due anni (test della fertilità tramite laboratorio) ti dice esattamente cosa manca: azoto, fosforo, potassio, o micronutrienti specifici. Ti permette di dare esattamente quello che serve, non di indovinare. Il costo è contenuto e le informazioni sono preziose. Navigazione articoli Perché le foglie del pomodoro ingialliscono Come tenere lontane le talpe dal giardino